Quiet quitting: cos’è e come gestirlo da Executive Assistant?

Un Assistente di Direzione può intercettare i segnali di quiet quitting, favorire ascolto e confronto e rafforzare i valori aziendali. Vediamo come

 

Hai mai sentito parlare di quiet quitting (o abbandono silenzioso)? È un fenomeno che si è diffuso molto, soprattutto dopo la pandemia. 

 

Con quiet quitting si intende la tendenza a ridurre il proprio impegno nel lavoro al minimo indispensabile: limitarsi a lavorare lo stretto necessario per non perdere il posto, rifiutandosi di fare straordinari o di assumersi responsabilità che non risultano nel contratto. 

 

Le cause che portano alle “dimissioni silenziose” sono legate a diversi fattori: la frustrazione per un lavoro poco soddisfacente, la mancanza di riconoscimento, il burnout, le scarse opportunità di crescita, la mancanza di un equilibrio tra vita privata e lavoro

 

Cosa succede, però, quando questo progressivo disimpegno ad andare oltre si insinua in azienda?

 

In questo scenario, è proprio l’Assistente di Direzione ad assumere un ruolo determinante nel riconoscere i segnali precoci del quiet quitting e nel facilitare spazi di ascolto, prevenzione e recupero dell’Engagement.

 

Perché l’Assistente di Direzione è essenziale nella gestione del quiet quitting?

 

Semplicemente perché… l’Assistente è, spesso, il primo ad intercettare i segnali legati a questo fenomeno.

 

  • Conosce i progetti, le priorità e la visione futura dell’azienda anche quando sono ancora in fase riservata;

 

  • Mantiene anche un contatto quotidiano, diretto e operativo con lo staff. 

 

Questa doppia prospettiva gli consente di intercettare i micro-segnali di demotivazione che spesso non arrivano ai livelli manageriali

 

Il Management comunica attraverso l’Assistente; di conseguenza, l’EA costruisce relazioni più umane, più frequenti e più vicine allo staff rispetto a quelle del top management. 

 

Proprio questa posizione privilegiata rende l’Executive Assistant una figura di osservazione preziosa per comprendere il clima interno e intercettare subito primi segnali di quiet quitting.

 

Il delicato equilibrio tra empatia e riservatezza

 

L’Assistente è un maestro nel gestire:

 

  • Empatia verso lo staff, necessaria per cogliere sentimenti, difficoltà e preoccupazioni;

 

  • Confidenzialità verso il Management, indispensabile per proteggere le informazioni sensibili.

 

Questo equilibrio gli permette di portare al leadership team un quadro fedele dell’“umore aziendale”, senza violare la fiducia né esporre dettagli personali.

 

È un tema che emerge in tutte le formazioni dedicate agli Assistenti di Direzione: saper leggere il clima e tradurlo in informazioni utili per la gestione delle persone è una competenza avanzata che va coltivata in questa professione.

 

In che modo l’Assistente può contrastare il quiet quitting?

 

La capacità propositiva dell’Assistente di Direzione è essenziale per contrastare il quiet quitting.

 

L’Assistente, infatti, non è solo un osservatore, ma anche un Problem Solver. Le sue competenze – occhio critico, creatività, capacità di creare processi e proporre soluzioni – gli permettono di:

 

  • Individuare attività che possono migliorare il clima interno;

 

  • Suggerire iniziative di team building mirate;

 

  • Favorire momenti di confronto tra Management e staff.

 

Nel dettaglio, un Assistente può intervenire sull’”abbandono silenzioso” organizzando, ad esempio:

 

  • Colazioni o pranzi tra CEO e Staff

Incontri informali, senza la presenza dei manager intermedi, dove il CEO può ascoltare direttamente lo staff. Sono momenti che creano fiducia, trasparenza e senso di partecipazione;

 

  • Attività di benessere durante la giornata lavorativa

Un esempio? Lo yoga del lunedì in pausa pranzo. Gli spazi di cura personale favoriscono, infatti, l’equilibrio, riducono lo stress e migliorano il clima emotivo, con un impatto diretto sull’Engagement.

 

Sono tutte iniziative che l’Assistente può ideare, organizzare e adattare alle esigenze dell’azienda e del team.

 

L’Executive Assistant, un consulente strategico del clima aziendale nella gestione del quiet quitting

 

L’attività dell’EA, da un lato, porta al Management il sentiment aziendale; dall’altro, svolge un compito altrettanto prezioso: rafforzare i valori dell’azienda tra i dipendenti, soprattutto quando percepisce segnali di sfiducia verso la direzione o i primi segnali di “dimissioni silenziose” in azienda.

 

Questo non significa condividere informazioni riservate o anticipare i progetti futuri, ma ripristinare contesto, visione e fiducia, aiutando le persone a comprendere l’intenzione positiva dell’azienda.

 

È un lavoro delicato, che richiede tatto e competenze comunicative evolute. Ma, proprio per questo, è uno dei punti di maggiore valore del ruolo dell’Assistente di Direzione.

 

L’Assistente di Direzione, quindi, è un partner strategico del Management nella gestione del quiet quitting: la sua capacità di osservare, ascoltare, filtrare e proporre soluzioni, infatti, lo rende fondamentale nella costruzione di un ambiente di lavoro sano, motivante e coerente con i valori aziendali.

 

Investire nella formazione dell’Assistente significa investire nella salute organizzativa. E le aziende che comprendono questo aspetto sono quelle che, oggi, riescono a prevenire “l’abbandono silenzioso” e a costruire un Engagement autentico e duraturo.

 

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